L’azione pastorale “data driven”. Leggere i big data, per capire i segni dei tempi.

“Come si può programmare e pianificare l’azione pastorale, con una certa efficacia ed incidenza, in un territorio che, per i cambiamenti galoppanti a tutti i livelli, non si conosce bene nelle sue positività, negatività e problematiche?

Niente si redime se non lo si assume. Non si dà attività pastorale seria senza la conoscenza la più accurata possibile della situazione nella quale si opera e alla quale bisogna portare l’annuncio del vangelo che salva.

Siamo ormai convinti che uno “spiritualismo disincarnato” è davvero un rischio, non tanto perché alimenta la nostra pigrizia quanto perché è difforme dallo spirito dell’incarnazione.

E c’è da aggiungere che per gli operatori pastorali conoscere la realtà in cui operano è squisito gesto di carità.

La carità sente sempre “il bisogno di conoscere, avvicinare, comprendere, penetrare, servire, evangelizzare la società circostante e di coglierla, quasi di rincorrerla nel suo rapido e continuo mutamento” (Paolo VI nell’omelia ai Padri conciliari del 7.12.65)

La Carità anela a intuire, percepire, comprendere situazioni e bisogni, lacune ed attese, guai e speranze, degrado e anelito di liberazione.

La Pastorale è espressione genuina di carità. se non fosse così sarebbe manageriale, non azione salvifica del Corpo del Signore che è la S.Chiesa.”

La domanda è: “Open e Big Data” possono essere di supporto agli operatori pastorali? Prendere decisioni sulla base dell’esatta conoscenza di quello che avviene nel territorio stesso, è ciò che viene definito Data Driven (guidato dai dati).

E’ la conseguenza virtuosa di un processo in grado di trasformare i dati grezzi in informazioni, queste in conoscenza su cui prendere, infine, decisioni.

Cominciamo dagli open data, a vedere quali informazioni si possono ricavare dal loro utilizzo.

L’ISTAT http://demo.istat.it/index.html mette a disposizione i dati ufficiali più recenti su:

  1. popolazione residente nei Comuni italiani, trovare anche informazioni sui principali fenomeni demografici, come i tassi di natalità e mortalità, le previsioni della popolazione residente, l’indice di vecchiaia, l’età media.
  2. separazioni e sui divorzi condotte presso le cancellerie dei 165 tribunali civili;
  3. matrimoni della popolazione residente e consente di analizzare il fenomeno della nuzialità in relazione alle principali caratteristiche socio-demografiche degli sposi.
  4. la serie storica completa dei dati di mortalità per causa, riferiti al periodo 2003-2014.

    Su tutti i dataset si possono essere effettuare interrogazioni personalizzate (per anno, territorio, cittadinanza, ecc.) che permettono di costruire le tabelle con i dati di proprio interesse e scaricarli in formato accessibile e riutilizzabile.

Il MEF Ministero dell’Economia e delle Finanze, diffonde e promuove i dati statistici sulle dichiarazioni fiscali sempre in formato aperto, in accordo con il Codice dell’Amministrazione Digitale. Mette a disposizione i dati ufficiali più recenti su:

  1. Principali variabili sull’imposta dei redditi a livello comunale, da cui si possono ricavare notizie sulla distribuzione dei redditi e la loro tipologia.
  2. 8Xmille scelte dei contribuenti e sugli importi dell'otto per mille destinati allo Stato ed alle Confessioni Religiose;

Un ruolo possono averlo anche le diocesi, l’Arcidiocesi di Catania si è dotata di un portale diocesano Open Data http://www.diocesi.catania.it/opendata dove sono disponibili in formato aperto, l’elenco delle parrocchie e i dati statistici relativi ad alcuni sacramenti (matrimoni, battesimi e cresime) celebrati tra il 2001 ed il 2016. I dati pubblicati sono dati statistici ufficiali trasmessi ogni anno all'ufficio Centrale di Statistica della Chiesa presso la Segreteria di Stato Vaticana, dunque sarebbe possibile replicare in tutte le diocesi l’esperimento.

Più complesso ma molto affascinante il mondo dei Big Data. I big data sono strumenti sociologici molto interessanti, ma il tema chiave al momento è come estrarre senso, come identificare il valore dei big data. Uno dei modi per farlo è mettere insieme competenze diverse in grado di intercettare le opportunità di queste informazioni strutturali. Ad esempio mediante l'Analisi del sentiment, tecnica utilizzata per analizzare i dati generati dagli utenti dei social media.

Dunque grazie alla Pastorale “Data Driven” che può essere un utile strumento, questo mondo può essere visto (Open data, Dati ISTAT, Dati MEF, Dati del ministero della salute), ascoltato (Social media mining…) e condotto in un paese migliore. ...Or dunque va'; io ti mando…

Annuario Statistico della Chiesa 2016

OSSERVATORIO PER LA PASTORALE DIGITALE

Qual è la situazione del rapporto tra le Diocesi e i social media alla luce del messaggio di Papa Benedetto XVI per la giornata 47ª GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI?
Per cominciare a comprendere il fenomeno nasce l' OSSERVATORIO PER LA PASTORALE DIGITALE a cura di Giuseppe Cardaci e Giuseppe Barbagallo, amministratori della pagina Facebook Pastorale Digitale.
Pensiamo che "misurare" l'attività di pastorale digitale sia fondamentale per capire come si fa Pastorale Digitale.
L'osservatorio svolge un’indagine quali-quantitativa sulle performance delle 225 Diocesi Italiane con cadenza mensile.

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